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Elezioni FIJLKAM 2016 – Croceri, dalla denuncia al rinnovamento

L’Assemblea è vicina, saremo sei candidati a concorrere per la carica di Consigliere di Settore/Categoria Dirigente.

La segreteria della FIJLKAM ha ufficialmente reso noti i nomi. Italia Judo, uno dei network più seguiti della nostra disciplina, ha come sempre svolto un ottimo lavoro pubblicando le interviste dei candidati alla categoria dirigenti.

È tempo di esprimersi: questa è la fase in cui ci si batte per ottenere il consenso e ognuno dei candidati deve cercare di guadagnarsi i voti delle società che saranno presenti a Lido di Ostia il 3 dicembre. Come ho chiaramente espresso con i video e i documenti che ho già pubblicato, le mie motivazioni di candidato dirigente vanno nella direzione di mettermi al servizio degli altri con il judo, la via che ho scelto e seguito per tutta la vita.

Ora ogni candidato ha necessità di esporre le motivazioni per cui l’assemblea deve dare supporto alla sua persona.

Come ho già ampiamente argomentato, sia con le comunicazioni ufficiali che con la linea di condotta tenuta fin qui, è mia intenzione riuscire a dare finalmente una svolta al Judo Italiano, da troppo tempo rimasto bloccato da una direzione ampiamente discutibile.

Con tutta onestà il mio impegno politico è dovuto anche alla volontà di chiudere il cerchio che si è aperto in occasione dell’Assemblea del 2012 quando avevo provocatoriamente proposto la mia candidatura alla presidenza della FIJLKAM. Quella fu una scelta coraggiosa per molti ma non per me. Una mossa che aveva l’unico scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica nell’ambito federale e avviare un processo che portasse la federazione a darsi regole più giuste e democratiche.

Il sottoscritto, notoriamente considerato un «dissidente nel panorama italiano» in quell’occasione voleva esclusivamente mettere in evidenza la faziosità delle regole che consentivano e ancora oggi consentono al Presidente e ai dirigenti di mantenere la loro “poltrona” a vita, un male tipicamente italiano che purtroppo colpisce anche l’organizzazione politica del Judo.

Oggi tuttavia le mie intenzioni sono cambiate. La mia candidatura non serve più per denunciare quello che ormai tutti sanno ma per contribuire al rinnovamento della Federazione e dare maggiore spessore e credibilità alla nostra disciplina che, nonostante tutto, resiste.

Il Judo è un grande patrimonio dell’umanità che deve essere difeso da chi senza scrupolo relega questa disciplina con grandi valori sociali ad essere solo uno sport, da usare per batter cassa presso il CONI in virtù di una o due medaglie olimpiche.

Senza dubbio le medaglie olimpiche sono importanti ma hanno un valore maggiore se accompagnate da una cultura judoistica diffusa e apprezzata nella società. L’accezione sportiva del Judo è un motore importante che motiva i giovani a cimentarsi ma non dobbiamo dimenticare la valenza educativa che rappresenta il veicolo più efficace per promuovere la disciplina e la sua filosofia.

Nell’ultimo incontro avuto con il Presidente Domenico Falcone, lui stesso ha sottolineato che al di là degli aspetti educativi e formativi del Judo che sono comunque condivisibili, quello che realmente conta per una federazione sono i risultati sportivi.

Indubbiamente i risultati sono importanti, tuttavia un lavoro formativo corretto permette di ampliare la base dei praticanti incrementando allo stesso tempo l’alto livello sportivo per chi liberamente desidera raggiungere questi obiettivi.

Il risultato della Nazionale a livello Olimpico dovrebbe essere la conseguenza di un lavoro di base ben fatto. Nell’occasione di Rio 2016, dobbiamo dirlo, il merito è totalmente imputabile all’impegno e alla serietà dei tecnici dei Club.

Caro Presidente, comprendo le motivazioni del suo punto di vista tuttavia penso che la prima cosa è salvaguardare la disciplina del Judo e non usarla per i fini federali che come sappiamo bene seguono altre dinamiche.

Il 3 dicembre ci ritroveremo tutti al centro olimpico Matteo Pellicone ed è ormai ufficiale che la sua linea federale presenterà lo stesso consiglio attualmente in carica. Trovo inammissibile che in questa situazione si torni indietro confermando lo stesso consiglio di settore che ha ormai esaurito il suo tempo.

Certo Presidente, nonostante rispetti la sua persona è necessario dire che la linea di condotta che lei segue, basata sulla mera logica del potere, è quella di chi non ha mai praticato Judo. Questo è un peccato perché non può avere a sua disposizione gli strumenti per comprendere appieno il valore di questa disciplina .

Il Judo non deve essere confuso con la lotta e altre discipline di combattimento. Fino ad oggi invece, nell’ambito federale, è stato appiattito e svuotato dei contenuti che l’hanno reso nei suoi aspetti legati alla sua tradizione una disciplina affascinante. Il Judo è un metodo di Educazione Fisica completo che possiede anche un valore superiore e per questa ragione bisogna diffonderlo tutelandone la Cultura, che lo caratterizza, la Storia, la sua Filosofia.

Ora mi rivolgo ai Candidati del Presidente che già hanno ricoperto un ruolo a livello di dirigenti.

Il M° Franco Capelletti nella sua intervista su Italia judo dichiara:

“Mi candido perché me l’hanno chiesto i presidenti ed i vice presidenti dei comitati regionali e perché voglio stare al fianco di Domenico Falcone e di altri amici”.

Caro Franco, ci conosciamo da una vita, sono stato una persona a cui hai dedicato molta attenzione insieme all’ex presidente Dott. Matteo Pellicone, specialmente quando ero l’organizzatore del TRE TORRI fino al 2010.

Noi tutti ti ringraziamo per il tuo impegno e per il lavoro che hai svolto per la Federazione, anche quello non retribuito.

Apprezziamo il tuo attaccamento alla causa ma una persona saggia come te, alla quale c’inchiniamo, deve semplicemente capire quando è il momento di tirare i remi in barca.

Sappiamo quali sono state finora le tue motivazioni, t’invito a riflettere sul mio suggerimento.

Il Sig. Antonio Di Maggio, che non si è candidato ma lo hanno candidato, ha invece dichiarato su Italia Judo che:

“In realtà io sono l’uomo nuovo rispetto agli altri tre consiglieri indicati da Falcone e pertanto rappresento una novità. In questa tornata elettorale sono candidato dalla base. Mi spiego meglio: sono stato appoggiato inizialmente da molti club del Lazio a cui si sono aggregati molti altri in un secondo momento e per questo motivo io sono nuovo, in quanto candidato con una missione”.

Caro Antonio, sai quanto ti stimo come cantante, tengo in macchina il tuo CD e ogni tanto mi allieto delle tue performance canore. Tuttavia, in questa tornata elettorale, ci vuole molto coraggio a farsi passare per un rappresentante della novità dopo aver svolto due mandati come consigliere.

Spero che la prossima assemblea sia l’occasione per porre fine a questi inciuci e auspico una risposta chiara da parte del Judo italiano.

Termino questo mio intervento invitando tutti i rappresentanti delle società ad essere presenti a Ostia il giorno 3 dicembre per esercitare il diritto di voto e scegliere insieme il futuro della nostra Federazione.

Ringrazio chi vorrà sostenermi in questo percorso. Jita kyoei.

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