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Jita Kyoei all’Overtime festival 2017

JITA KYOEI è una delle due massime su cui è incardinato il Judo: significa “insieme per crescere e progredire” e rappresenta l’obiettivo, la meta a cui dovrebbe tendere ogni judoista; associata all’altra massima fondamentale – SEIRYOKU ZEN’YO, ovvero “il miglior impiego dell’energia del corpo e della mente” – realizza la perfetta sintesi di una disciplina pur così articolata e complessa quale è il Judo.

JITA KYOEI è anche il nome che il M° Corrado Croceri, stimato esperto e promotore di questa disciplina, ha voluto assegnare all’evento da lui organizzato annualmente per affrontare quegli aspetti un po’ più reconditi della disciplina che normalmente non emergono nella pratica settimanale. Un incontro quasi intimo fatto di conferenze e dimostrazioni pratiche in cui la storia e la cultura del Judo sono le protagoniste, assieme ovviamente agli allievi piccoli e grandi del Dojo Kenshiro Abbe di Corridonia di cui Croceri è il Maestro e il fondatore.

Per questo genere di eventi il contesto più appropriato non può che essere il teatro, il luogo dell’arte e della cultura per eccellenza. Per l’edizione 2017, svoltasi domenica 8 ottobre, è stato scelto il Teatro della Società Filarmonico Drammatica di Macerata, anche perché quest’anno JITA KYOEI è stato inserito come appuntamento culturale nel ricco programma di Overtime – festival nazionale del racconto e dell’etica sportiva. Trattasi di una rassegna che ogni anno dal 2011 riunisce a Macerata grandi personaggi dello sport per narrare le gesta dei campioni, ma anche per parlare di cultura ed etica sportiva in una maniera assolutamente inedita tra iniziative a tema, convegni, esibizioni, concerti e aperitivi.

E a chi si starà domandando che cosa c’entri il Judo in un contesto come questo, si può subito rispondere che in un festival che ha per motto “allenare il corpo e la mente” il Judo non poteva certo mancare! Questo punto è stato chiarito esaurientemente dal M° Croceri il quale, interrogato dal giornalista Marco Ribechi, ha ricordato, partendo proprio dal significato delle due massime sopracitate, che una corretta e completa applicazione del metodo Judo educa alle tre culture fisica, intellettuale e morale, formando così donne e uomini sani, intelligenti, onesti e quindi utili alla società. Il Judo è quindi un metodo educativo che mette al centro l’etica e che scoraggia l’enfasi dell’ego.

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In quest’ottica emergono anche le potenzialità del Judo come rimedio sociale antibullismo giacché, contrariamente a quanto comunemente purtroppo ancora si crede, la pratica non plasma giovani violenti ma induce una sorta di effetto compensatorio tra “deboli” e “forti”, favorendo l’emancipazione dei più timidi e remissivi e inibendo l’irruenza dei soggetti aggressivi e prepotenti.

Continuando la conversazione-intervista con Ribechi, il M° Croceri ha poi affrontato moltissimi altri temi, tra i quali si cita qui solo l’importanza di distinguere lo sport delle intenzioni decoubertiniane da quello che è oggi il professionismo. E a proposito di olimpismo, il M° Croceri ha ricordato come Jigoro Kano, il fondatore del Judo, fosse un convinto sostenitore dei Giochi Olimpici, intesi come un efficace strumento per abbattere le frontiere e incentivare il dialogo fra le nazioni.

Jigoro Kano è stato uno studioso, un letterato, un precursore dei suoi tempi, un uomo di grandi ideali dotato anche di “coraggio sociale”, se si considerano le iniziali perplessità della sua famiglia che ha dovuto superare per intraprendere la sua avventura con il Ju-Jitsu, poi trasformato nel moderno Judo Kodokan. La genialità delle sue intuizioni e la vastità della sua cultura sono state rimarcate, oltre che dalle parole del M° Croceri e dai filmati proiettati, anche dagli appassionati interventi di un suo allievo, Matteo Medori, che ha letto alcuni scritti di Jigoro Kano.

Ad alternare le spiegazioni del M° Croceri e le letture, anche alcune esibizioni degli allievi più esperti del Dojo Kenshiro Abbe, i quali hanno dato prova di grandi abilità acrobatiche, oltre che tecniche. La chiusura dell’evento è stata riservata invece ai più piccoli che, saliti tutti insieme sul tatami (allestito per l’occasione sul palcoscenico), hanno “sfidato” le cinture nere in combattimenti entusiasmanti tanto per loro quanto per gli spettatori: perché vedere i bambini che dimostrano quello che hanno imparato sempre con il sorriso sulle labbra e i più grandi, proiettati, che si divertono altrettanto, è davvero uno spettacolo!

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La gran parte del merito del successo di JITA KYOEI 2017, comunque, è del M° Croceri: se riesce a richiamare sempre tanti appassionati ai suoi numerosi eventi culturali è grazie soprattutto all’autenticità della sua proposta didattica e al suo stile, sempre genuino e lontano dai sensazionalismi, con cui trasmette il suo amore per il Judo, amore che gli fa dire «è una fortuna per noi che possiamo praticarlo!».

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