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Dojo Kenshiro Abbe – Gruppo Marche (1974 – 2019)

45 anni d’impegno nella promozione del Judo a tutti i livelli.

In questi giorni siamo in un limbo chiamato COVID-19 non voglio parlare di questo problema perché se ne parla a iosa dappertutto, anche troppo.

Colgo l’occasione per fare una riflessione che spero sia utile a tutti, in particolare ai colleghi insegnanti che ogni giorno si recano al Dojo per svolgere il delicato ruolo d’insegnare il Judo che conoscono.

Ebbene! Non mi sono sbagliato, la mia affermazione è proprio voluta, ognuno insegna il Judo che ha conosciuto, più o meno approfondito, questa è la verità.

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Io credo di poter affermare che la più parte degli insegnanti di Judo al di là della loro qualifica, si adattano e insegnano quello che qualcun’altro gli ha trasmesso, quello che hanno più o meno compreso.

La strada più facile da seguire indubbiamente è quella che ci richiede la federazione: “Ovvero insegnare il judo sportivo, quello agonistico o pseudo tale”.

Intendiamoci! Non voglio dire che l’avventura sportiva non è utile al contrario è necessaria, è importante, chi vi sta parlando conosce bene di che cosa si tratta ho fatto il Judo “agonistico” anche ad alto livello.

Comunque quest’accezione se ben fatta richiede una grande preparazione e professionalità ma a livello di Club, per quanto mi riguarda, purtroppo non è così, il più delle volte si naviga a vista, si tende a raggiungere un risultato immediato, in altre parole un progetto a breve termine bypassando tanti elementi che sono indispensabili per mettere gli allievi nelle condizioni di comprendere il Judo nella sua interezza e scegliere in maniera consapevole “la Via migliore”.

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A questo punto la mia domanda provocatoria nasce spontanea: “Per insegnare il Judo, è sufficiente conoscere quelle quattro tecniche che si vedono tra le più applicate in gara?

Io credo proprio di no, io penso che sia necessario avere alle spalle una pratica intensa, fatta con Maestri preparati, con persone che sanno quello che fanno e come lo si deve fare.

Il mio suggerimento è quello di cercare d’investire le proprie risorse per ottenere una formazione completa, una formazione che vi consente di dire: “Questo è il Judo che io voglio imparare e questo è il Maestro con cui voglio apprendere il Judo completo in tutte le sue accezioni”.

La formazione è importante, si tratta di ridare il pieno significato a quello che era un titolo usato prima dell’avvento del Judo Kodokan: “Menkyo Kaiden”.

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Proprio per questo, sono anni ormai che dedico tutte le mie energie a promuovere il progetto: “Il Judo nel Dojo”.

Per questo nella mia annosa attività di “Promoter del Judo” a tutto campo, organizzo il tradizionale Stage invernale di Gennaio dal 2 al 5 e poi quello estivo dal 20 al 24 Luglio che condivido con il Maestro Hiroshi Katanishi 8° Dan (un nome una garanzia) e altri tecnici giapponesi come il giovane Tatsuto Shima 4° Dan e quest’anno anche con il Maestro Nobuhisa Hagiwara 7° Dan.

Link https://www.youtube.com/watch?v=25_7I0nHJVY

Con questi eventi cerchiamo di fare formazione ai giovani e ai meno giovani, agli insegnanti con l’obiettivo di trasmettere la modernizzazione del Judo basata su pilastri solidi che fanno comprendere bene “il Judo Kodokan” negli intenti del Prof. Jigoro Kano (1860 – 1938), quello che è sempre attuale, che non tramonta mai, quello che ci fa essere apprezzati per il grande contributo sociale che possiamo dare.

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Un obiettivo ambizioso? certamente!
Io penso che bisogna sognare in grande, lo scopo di uniformare un linguaggio che consente a tutti di avere la piena comprensione del Judo, è secondo me un bel sogno che dobbiamo coltivare tutti insieme.

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